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Carmelo La Gaipa
Artista - Abitante del villino dalla porta rossa
Carmelo La Gaipa è un artista.
Lo è sempre stato.
A 16 anni partiva da Cinisello Balsamo per andare a studiare alla Scuola Superiore di Arti applicate all’industria, dentro il Castello Sforzesco. Era una scuola serale. La passione per il lavoro manuale e creativo era già chiara.
Negli anni ha fatto diversi lavori legati alla creatività: dalla decorazione di statue da giardino alla collaborazione con un gallerista a Milano. Sperimentare, cercare soluzioni inusuali, lavorare con materiali diversi: il suo percorso artistico è cresciuto così, nel tempo.
Nel 2008 nasce uno dei suoi progetti più riconoscibili: la Società Navigazione Pozzanghere.
Un’idea semplice e potente: immaginare una pozzanghera come fosse un mare, su cui far navigare piccole barchette realizzate con materiali di recupero.
Le sue barchette, realizzate con confezioni in tetrapak, prendono vita sull’acqua e creano piccoli paesaggi urbani inaspettati.
Non sono mai uguali: cambiano per forma, colore, dimensioni dello scafo, altezza delle vele.
E proprio questa varietà restituisce un effetto sorprendentemente realistico.
Le installazioni compaiono in diversi punti della città – da Brera a Piazza XXIV Maggio, fino a Piazza San Babila – e attirano l’attenzione di chi passa. Le persone si fermano, osservano, fanno domande.
In questi spazi – dice Carmelo – anche una pozzanghera può diventare un oceano.
Dipende dal punto di vista.
Le sue opere nascono da diversi materiali di recupero: non solo tetrapak, ma anche lattine, oggetti e mobili acquistati nei mercatini e poi trasformati. Carmelo lavora molto sul colore, che non acquista ma costruisce da sé, anche grazie all’esperienza maturata negli anni come restauratore di mobili.
Oggi Carmelo vive nel cohousing del progetto Domea, al Villino dalla Porta Rossa, a Cinisello Balsamo.
La sua quotidianità segue ritmi personali: spesso rientra tardi dopo aver lavorato alle sue installazioni in centro a Milano e non sempre riesce a condividere tutti i momenti della giornata – come la cena – con gli altri abitanti del villino
È proprio in questa libertà di organizzare il proprio tempo che si riconosce uno degli elementi più significativi del progetto.
Domea non è un luogo in cui adattarsi a regole rigide, ma un contesto che si adatta alle persone.
Uno spazio in cui ciascuno può costruire il proprio modo di abitare, mantenendo abitudini, interessi e tempi personali.
Per Carmelo, significa poter continuare a vivere la propria dimensione creativa con autonomia, senza rinunciare ai propri ritmi e alle proprie passioni.
Tra i suoi progetti futuri, oltre al desiderio di comprarsi una barca “vera”, c’è anche l’idea di una mostra fotografica dedicata alle sue installazioni, per raccogliere e restituire il lavoro di tutti questi anni.
Un percorso che continua, dentro e fuori casa, fatto di ricerca, autonomia e possibilità.