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Legge Regionale 13/2026: una rete a sostegno delle persone più fragili
Disabilità, vita indipendente, assistenza familiare, caregiver, accessibilità. Ambiti diversi, fino a oggi disciplinati anche attraverso provvedimenti regionali distinti, che trovano ora una cornice comune.
È questo il punto di partenza della L.R. 13/2026, approvata lo scorso giugno da Regione Lombardia: un Testo unico che raccoglie e riordina le disposizioni regionali dedicate all’inclusione sociale, alla tutela delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità e alle attività di assistenza e cura.
Più che introdurre un unico nuovo intervento, quindi, la legge riunisce all’interno dello stesso quadro normativo diversi ambiti della cura, dell’assistenza e dell’inclusione, mettendo in evidenza anche il ruolo dei diversi soggetti che, sul territorio, concorrono alla costruzione delle risposte: Comuni e Ambiti territoriali, servizi sociali, sanitari e sociosanitari, Terzo settore e altre realtà della comunità.
UNA RETE COSTRUITA INTORNO ALLA PERSONA
È proprio il concetto di rete a ricorrere in diversi passaggi della legge.
Quando si parla di caregiver familiari, ad esempio, il Testo unico richiama esplicitamente lo sviluppo di una rete integrata di servizi sociali, sociosanitari e sanitari e di un welfare di comunità, riconoscendo il contributo delle famiglie, dei cittadini e del Terzo settore.
Il caregiver viene riconosciuto come parte della rete di cura della persona assistita e sono previsti interventi di informazione e orientamento, formazione, supporto psicologico, conciliazione tra tempi di vita e di cura e forme di sollievo, anche attraverso il coordinamento con i servizi di assistenza domiciliare.
La stessa logica di connessione emerge anche quando la legge affronta il tema dell’assistenza familiare: gli Sportelli dedicati sono chiamati a operare in collegamento con il sistema sanitario, sociosanitario e sociale e con i servizi offerti dai Comuni.
La fragilità, del resto, raramente riguarda una sola dimensione della vita. Bisogni assistenziali, autonomia, salute, relazioni familiari e possibilità di continuare a vivere nel proprio contesto quotidiano possono intrecciarsi e richiedere risposte differenti, capaci di dialogare tra loro.
IL RUOLO DELL’ASSISTENTE FAMILIARE
All’interno del nuovo quadro normativo trova uno spazio specifico anche il lavoro degli assistenti familiari.
Quando una persona anziana, con disabilità o in una situazione di non autosufficienza ha bisogno di un supporto nella propria quotidianità, per una famiglia può arrivare il momento di cercare un assistente familiare, una figura di supporto continuativo a domicilio che ha l’obiettivo di favorire la permanenza della persona il più a lungo possibile nel proprio contesto di vita.
Una scelta che non significa semplicemente trovare qualcuno disponibile. L’assistenza entra infatti nella quotidianità della persona e della sua famiglia e richiede di mettere in relazione bisogni, competenze, esperienza e disponibilità, individuando la figura più adeguata alla specifica situazione.
In questo percorso un ruolo importante è affidato agli Sportelli per l’assistenza familiare, che possono accompagnare le famiglie nella valutazione del bisogno e nella ricerca dell’assistente, offrendo anche orientamento rispetto alla rete dei servizi e informazioni sulle procedure di assunzione e sui sostegni disponibili.
A questi si affiancano i Registri territoriali degli assistenti familiari, nei quali vengono raccolte informazioni relative, tra l’altro, a competenze, formazione ed esperienza delle persone iscritte. Uno strumento pensato per facilitare l’incontro tra le esigenze delle famiglie e le caratteristiche professionali degli assistenti.
DALLA NORMA AI SERVIZI SUL TERRITORIO
La Legge regionale 13/2026 restituisce così un quadro nel quale il sostegno alle persone in condizioni di fragilità passa attraverso servizi, professionalità e forme di cura differenti, chiamati a integrarsi a seconda delle necessità della persona e della famiglia.
È all’interno di questa rete che operano anche diversi servizi dell’area Fragilità dell’Azienda “Insieme per il Sociale”: dall’assistenza domiciliare per anziani e persone con disabilità al Servizio Assistenti Familiari, che favorisce l’incontro tra le famiglie che hanno bisogno di un supporto e le persone disponibili a svolgere questo lavoro.
Servizi diversi, che intervengono con modalità e competenze specifiche ma che condividono una prospettiva: costruire risposte capaci di partire dai bisogni della persona e di sostenerne, per quanto possibile, la quotidianità e la permanenza nel proprio contesto di vita.