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Domea – Quando il progetto di vita diventa buona prassi

Quando il progetto di vita diventa una buona prassi: Domea premiato per l'innovazione nei percorsi di autonomia

Il progetto Domea ha ottenuto il secondo posto nell’ambito del Premio “Buone Prassi in Educazione Professionale”, promosso dalla Commissione di Albo degli Educatori Professionali dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio.
Il riconoscimento è stato assegnato all’interno di un concorso dedicato ai percorsi di autonomia per le persone con disabilità, nato con l’obiettivo di valorizzare e diffondere le esperienze più innovative sviluppate sul territorio dagli Educatori Professionali.

Un tema particolarmente attuale.

Negli ultimi anni, infatti, le politiche dedicate alla disabilità hanno progressivamente spostato l’attenzione dalla sola presa in carico dei bisogni alla costruzione di percorsi personalizzati orientati all’autonomia, alla vita indipendente e alla piena partecipazione delle persone alla vita della comunità.

In questo scenario, agli educatori professionali viene riconosciuto un ruolo strategico nella progettazione di interventi capaci di coniugare sostegno, empowerment e inclusione attiva, contribuendo alla costruzione di contesti realmente abilitanti.

I progetti candidati al premio sono stati valutati sulla base di criteri quali il grado di innovazione e replicabilità delle pratiche proposte, le metodologie adottate e l’impatto generato sull’autonomia delle persone coinvolte.

È proprio all’interno di questo cambiamento culturale che si colloca l’esperienza di Domea.

 

UN PROGETTO CHE PARTE DALLE PERSONE

La premiazione si è svolta il 25 maggio presso la sede dell’Ordine delle Professioni Sanitarie.

Gianfranca Duca (Direttrice della RSA “Residenze del Sole” e Presidente del “Poliambulatorio Consorzio del Sole”) e Melissa Marchesi (Educatrice professionale della Cooperativa Solaris) hanno presentato Domea ai professionisti presenti, illustrando gli elementi che rendono questo progetto così fortemente innovativo nel panorama dei percorsi di sostegno rivolti alle persone con disabilità.

Le persone non sono definite dai loro bisogni assistenziali, ma dai loro desideri, preferenze, relazioni, obiettivi e aspirazioni.

In questa prospettiva, l’autonomia non viene intesa come un traguardo uguale per tutti, ma come un percorso personale costruito su misura per ciascuno: Domea propone percorsi abitativi non standardizzati che partono dal progetto di vita di ciascuno, accompagnando le persone nelle scelte che riguardano la casa, le relazioni, il tempo libero, la partecipazione alla vita sociale e, più in generale, il proprio futuro.

 

IL PROGETTO DI VITA NON HA ETA’

Tra gli aspetti che hanno suscitato maggiore interesse vi è l’estensione del progetto di vita anche alle persone anziane, partendo da una domanda semplice: perché il diritto di scegliere, progettare e immaginare il proprio futuro dovrebbe esaurirsi con l’avanzare dell’età?

Anche una persona anziana continua ad avere preferenze, desideri, abitudini e obiettivi.
Anche una persona anziana può progettare il proprio futuro, pur all’interno di orizzonti e tempi differenti.

In questo senso, Domea propone una riflessione che supera una visione della vecchiaia come fase esclusivamente caratterizzata da fragilità e decadimento, valorizzando invece le capacità, le relazioni e la possibilità di continuare a costruire esperienze significative.

Perché il progetto di vita non è uno strumento riservato ad alcune categorie di persone, ma un modo diverso di guardare alla persona, indipendentemente dall’età e dalle condizioni di fragilità.

 

UN RICONOSCIMENTO CHE GUARDA AL FUTURO

Il Premio “Buone Prassi in Educazione Professionale” nasce con l’obiettivo di individuare e diffondere strategie operative efficaci, replicabili e capaci di generare innovazione nei servizi e nelle politiche sociali.

Il riconoscimento ottenuto da Domea premia un’esperienza concreta, ma soprattutto una visione secondo cui ogni persona, indipendentemente dall’età o dai bisogni di sostegno, ha il diritto di scegliere, progettare e costruire il proprio futuro. Una prospettiva che continua a orientare il lavoro quotidiano di tutte le realtà coinvolte nel progetto.